giovedì 14 dicembre 2017

Autostrada Gialla è disponibile per l'acquisto

Finito il periodo di pre-ordine, Autostrada gialla è disponibile per l'acquisto su Amazon.

Questo romanzo breve di ambientazione post-apocalittica, scritto da me in collaborazione con Cristina Donati, già collaboratrice di Fantasy Magazine come me per un lungo periodo, già mia editor per la pubblicazione del mio primo libro, e ora autrice assieme a me di questo Autostrada Gialla scritto a quattro mani.


Come precisato nel precedente post, l'ambientazione non è originale, per quanto ovviamente abbiamo goduto di enormi margini di improvvisazione, in quanto questa trama si inquadra nel progetto di scrittura condivisa del Survival Blog.

Se dovessi descriverla in breve, l'ambientazione del Survival Blog è un'apocalisse zombie meno facilona, ovvero senza persone che nel giro di qualche secondo diventano morti viventi, e senza che la civiltà crolli di colpo per qualche motivo ignoto. Non siamo in The Walking Dead... La Pandemia Gialla è una malattia, viene descritta come un prione che viene dalla Corea del Nord, e se è vero che alla fine i "Gialli" diventano cannibali assetati di sangue ricordandoci tante altre storie che conosciamo, quello è l'esito finale di un processo lungo settimane, e non sempre gli infetti sono del tutto privi di raziocinio. Altra differenza: la civiltà non crolla di colpo, ma si dissolve anno per anno in varie parti del mondo sotto i colpi dell'epidemia.

Contrariamente a molti degli autori che, ormai da diversi anni, ci hanno preceduto, non mostriamo dei sopravvissuti solitari o gruppetti nascosti in qualche rifugio, o asserragliati in città in mezzo agli infetti, ma approfittiamo della ricchezza di questo scenario per mostrare un'Italia nell'agonia finale, quando ancora ci sono forze dell'ordine in giro, la radio trasmette dei notiziari, ma tutto sta andando in rovina. E mentre lo stato scompare e la popolazione si riduce drasticamente, predoni e gruppetti autoritari vengono a colmare il vuoto di potere, come se la minaccia degli infetti non fosse sufficiente.


In questa cornice Autostrada Gialla è una storia corale "on the road," una fuga sempre più impossibile verso una zona in cui viene garantita, ancora, la protezione dello stato. Una tutela agognata dalla maggior parte dei superstiti, che non sanno cavarsela da sé, ma che a Milano è già fallita miseramente. Questo obiettivo però rischia di diventare un miraggio irraggiungibile.


sabato 9 dicembre 2017

Pandemia in arrivo...

2017: È in arrivo un racconto lungo che si collega a una ambientazione realizzata per mezzo degli sforzi di diversi scrittori. Si tratta della Pandemia Gialla, l'immaginario prione di Lee-Chang che porta alla follia e al cannibalismo gli infetti. Il crollo della civiltà per quanto riguarda l'Italia era stato fissato al 2014, in questa ambientazione condivisa. Be', diventerà un passato alternativo...

La Pandemia Gialla ha come riferimento il Survival Blog: http://mcnab75.livejournal.com/478385.html

martedì 5 dicembre 2017

Arzach

Moebius è uno di quegli artisti del fumetto (soprattutto francese e belga) che hanno costruito una buona fetta dell'immaginario fantastico moderno, lavorando negli anni d'oro in cui la "striscia disegnata" non parlava ancora giapponese. È un autore che ha navigato nei mondi di un fantastico che si fatica a definire fantasy o fantascienza perché si configura maggiormente come sogno a occhi aperti, visione, viaggio onirico o allucinazione.


Mi sono ripescato in versione completa e integrale un fumetto che anni fa avevo letto, incompleto, a spizzichi e bocconi su riviste defunte ormai da tempo: è Arzach, storia che risali agli ormai sideralmente lontani anni '70.

martedì 28 novembre 2017

I miti consumati troppo in fretta scompaiono?

Questo post nasce da una discussione fatta su facebook (chi dice che non serve mai a niente?) e la questione l'ha portata avanti un'altra persona, io la "rimbalzo" qui perché mi è sembrata molto interessante. La domanda è se l'esistenza dei social network, che accelera i tempi di fruizione e condivisione di qualsiasi spettacolo ed evento mediatico, abbia "ucciso" la possibilità che un grande film (o anche altro tipo di spettacolo) diventi mito, entri nell'immaginario collettivo.

Per intenderci, ci sono film che sono diventati una memoria comune, una miniera di battute che tutti ripetiamo ("io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi..."), nomi e situazioni cui possiamo attingere con la certezza che tutti capiranno subito di cosa stiamo parlando. Questo è avvenuto fino a una decina o quindicina di anni fa, adesso avviene ancora?

E se non avviene, a cosa possiamo dare la responsabilità? Faccio la domanda anche a voi...

martedì 21 novembre 2017

Vedi Napoli (e poi muori?)

Napoli ha una brutta fama. Quando ho detto che avrei passato qualche giorno nella città, tutti si sono precipitati a darmi consigli sulla varie cose a cui si deve stare attenti: guarda che lì tutti passano col rosso, ti fregano il portafogli, non portare con te il cellulare nuovo, eccetera. Tuttavia sapevo che dovevo andarci, innanzitutto perché ci sono delle testimonianze artistiche e storiche davvero uniche (ne parlerò tra poco) e poi perché uno dei miei nonni (morto prima che io nascessi) era delle vicinanze, non l'ho conosciuto quindi non ho influenza "culturale" del posto, ma non potevo continuare a ignorare una città a cui almeno in parte appartengo.

Alessandro Magno cerca di acchiappare il Re persiano. Museo Archeologico.

L'impatto, all'arrivo, non è stato dei migliori. Piazza Garibaldi, davanti alla stazione ferroviaria, l'ho vista in una specie di "giorno di mercato," trasformata in un suq fatto di piccole bancarelle, con in giro ceffi patibolari in libera uscita, un sacco di stranieri, prevalentemente neri, che non sembrava avessero nient'altro da fare che starsene seduti o appollaiati in giro, e una generale impressione di sporco. Quest'ultima non ha fatto che rafforzarsi nel periodo passato lì, tra case scrostate e ridotte allo schifo e cumuli di immondizia che bloccavano i marciapiedi: certo non si deve generalizzare ma certi scorci che ho visto erano così desolanti che per confrontarli con qualcosa di simile non mi bastava nemmeno il ricordo dei peggiori angoli di Istanbul, dovevo tornare con la memoria all'India.

giovedì 16 novembre 2017

Colonizzazione Fase Uno

Nonostante il finale decisamente in declino della quadrilogia dell'Invasione di Harry Turtledove, ho deciso di dare un'altra possibilità e ho acquistato Colonizzazione: Fase Uno, che è l'inizio di una successiva serie dello stesso autore. Per inciso, ho trovato il libro come usato a un prezzo molto ragionevole, anche se sono passati diversi anni e quindi la reperibilità del materiale non è sempre semplicissima. Parlerò adesso di questo libro, anticipando elementi della trama.

Devo dire senza mezzi termini, fin dall'inizio, che sono deluso. C'era la possibilità di creare qualcosa di nuovo con l'arrivo della flotta di colonizzazione, ma il risultato non è all'altezza delle mie aspettative, anzi per certi aspetti penso che si possa considerare davvero modesto e privo di ispirazione. C'è qualche guizzo di curiosità con  le tematiche introdotte dall'arrivo dei coloni: maschi e femmine che cominciano a costruire, nelle zone climaticamente favorevoli alla Razza (i deserti, in pratica) nuove città simili a quelle della loro patria. I terrestri invece hanno satelliti e navete spaziali, ma è ben poco di fronte alla tecnologia della Razza (ovvero dei Retili invasori).