giovedì 16 novembre 2017

Colonizzazione Fase Uno

Nonostante il finale decisamente in declino della quadrilogia dell'Invasione di Harry Turtledove, ho deciso di dare un'altra possibilità e ho acquistato Colonizzazione: Fase Uno, che è l'inizio di una successiva serie dello stesso autore. Per inciso, ho trovato il libro come usato a un prezzo molto ragionevole, anche se sono passati diversi anni e quindi la reperibilità del materiale non è sempre semplicissima. Parlerò adesso di questo libro, anticipando elementi della trama.

Devo dire senza mezzi termini, fin dall'inizio, che sono deluso. C'era la possibilità di creare qualcosa di nuovo con l'arrivo della flotta di colonizzazione, ma il risultato non è all'altezza delle mie aspettative, anzi per certi aspetti penso che si possa considerare davvero modesto e privo di ispirazione. C'è qualche guizzo di curiosità con  le tematiche introdotte dall'arrivo dei coloni: maschi e femmine che cominciano a costruire, nelle zone climaticamente favorevoli alla Razza (i deserti, in pratica) nuove città simili a quelle della loro patria. I terrestri invece hanno satelliti e navete spaziali, ma è ben poco di fronte alla tecnologia della Razza (ovvero dei Retili invasori).

sabato 11 novembre 2017

Il marcissimo mondo dello spettacolo, e anche tutto il resto

"Soubrette, attricette, ballerine, per queste la trombata con il produttore è come andare dal ginecologo, lo fanno con una disinvoltura che non so davvero dove trovino." Sono le parole che sentivo, molti anni fa, da una donna che lavorava presso una famosa emittente televisiva privata italiana. Perciò quando in Italia sono scoppiati scandali con personaggi eminenti e cene... eleganti, non mi sono meravigliato più di tanto. Prima del caso Weinstein, però, potevo ancora illudermi che negli USA ci fosse ancora qualche isola di professionalità dove cercare di lavorare nello spettacolo non volesse dire automaticamente dover andare a letto con i produttori.

Harvey Weinstein, qui con Gwyneth Paltrow

Invece pare che tutto il mondo sia paese, più o meno. E non si tratta soltanto di donne, visto che giovanotti e ragazzini che lavorano nello spettacolo si sono trovati ad affrontare (e succede ancora adesso, immagino) i palpeggiamenti e le avances di personaggi potenti e prepotenti, gay con o senza la variante della pedofilia. Uno di essi, Kevin Spacey, ha fatto delle ammissioni importanti e dovrà presumibilmente vedere la fine ingloriosa e prematura della sua carriera, a meno che dopo un periodo in purgatorio torni di nuovo alla ribalta (come succede sempre in Italia, ma negli USA forse non è la stessa cosa).

martedì 7 novembre 2017

Maledetti da Dio

Poche volte capita che i traduttori italiani azzecchino il titolo di un libro o di un film migliorando l'originale, anzi nella maggior parte dei casi la traduzione letterale, se praticabile, è meglio di quello che si vanno a inventare loro. Una eccezione la posso concedere per Maledetti da Dio, titolo che avrebbe dovuto essere (sia traducendo dalla lingua inglese che dall'originale danese) la Legione dei Dannati. Direi che i traduttori stavolta hanno saputo prenderci bene con l'intento dell'autore, appioppando ai protagonisti una specie di maledizione biblica, da cui non si può sfuggire. Quella del soldato tedesco nell'ultima guerra, stretto in una morsa e condannato all'inevitabile sconfitta.



L'autore è Sven Hassel, oggi defunto, danese finito nell'esercito tedesco della Seconda Guerra Mondiale. È davvero andata così? Faccenda controversa, preferisco non entrarci. I suoi libri, di cui Maledetti da Dio è il primo, narrano le vicende di un gruppo di disperati, destinato a essere decimato nel tempo, condannati per vari reati o per opposizione politica al governo di allora, trasferiti ai battaglioni di disciplina, costretti a battersi su tutti i fronti senza altra prospettiva finale che non sia la sconfitta e la morte.

giovedì 2 novembre 2017

Invasione: Atto Finale

Il quarto libro sulla serie dell'Invasione di Harry Turtledove, intitolato Invasione, Atto Finale, racconta delle fasi finali del conflitto e della decisione da parte di Atvar, Signore di Flotta, di intavolare trattative con le potenze terrestri in possesso della bomba atomica (sto anticipando elementi della trama).
Ho parlato con piacere di questa serie, dell'ambientazione intelligente che è stata costruita, per cui è con un certo rammarico che mi trovo a dover ammettere che il qurto libro è moscio. L'esito del conflitto era scontato forse fin dal primo volume, certamente dal secondo: la Razza (i Rettili) non era in grado di conquistare Tosev 3 (la Terra) senza infliggere enormi danni, e inoltre la superiorità tecnologica sugli umani ha un limite, quello dovuto a una scorta di armi e munizioni più che notevole ma, in fin dei conti, limitata. Insomma, piaccia o no, bisogna in qualche modo che il conflitto abbia fine, senza poter raggiungere una vittoria definitiva.

Mentre può essere benvenuta la descrizione dettagliata di certe fasi delle trattative, nel quarto libro non avviene un gran che... e una enorme quantità di spazio è dedicata a una missione demenziale di Otto Skorzeny, il capo-commandos della Germania, per attaccare con una bomba atomica la città di Lodz ed eliminare un gran numero di Polacchi, Rettili ed Ebrei, e far saltare i negoziati di pace senza che la responsabilità cada su Hitler.

domenica 29 ottobre 2017

Grosso guaio in Catalogna

Sembra quasi una valanga, che parte molto piccola ma che può andare a finire male. Perché questa Europa unita è (non senza delle ragioni) pronta a finire in mille pezzi, estremamente fragile. Se dovesse esserci qualcosa come una violenta lotta di secessione in mezzo all'Europa di oggi, le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili.

E sembra che non gliene freghi niente a nessuno. A dire il vero in un certo senso è giusto così, sono affari interni di un paese, non è che da Bruxelles o da altre capitali possano dire cosa dovrebbe succedere per risolvere questo problema del referendum e della dichiarata volontà di separarsi espressa a Barcellona. A me sembra una faccenda anacronistica, anche se un sacco di gente in Catalogna vuole la secessione, così come ho sempre pensato ai "moti" secessionisti di casa nostra come cose poco concrete. Eppure avviene. Mi sembra che la questione stia finendo su un piano inclinato, inarrestabile, e verso un baratro molto pericoloso.

venerdì 27 ottobre 2017

Monstress volume one - awakening

Questo fumetto l'ho comprato in inglese e tenuto in attesa per mesi, di modo che avrei poi potuto, in effetti, comprarmelo in italiano. La casa editrice è la Image, che avevo seguito parecchio tempo fa (vent'anni?) quando era una giovane e rampante editrice "indie" di fumetti supereroistici. Serie come Wildacats o Cyberforce, che avevo seguito nel periodo (breve) in cui m'ero dedicato energicamente agli eroi in calzamaglia. Gli autori, anzi le autrici, sono Marjorie Liu (storia) e Sana Takeda (disegni), statunitense la prima, giapponese la seconda.
Sto parlando di Monstress, ambientato in un'Asia "alternativa" con influenze steampunk e motivi grafici art nouveau (liberty) negli edifici, nell'abbigliamento, e nello stile generale del fumetto.


La storia segue le disavventure di Maika, che fa parte degli Arcanici (traduco come posso dall'inglese), una razza di persone con caratteristiche magiche generalmente evidenti nel corpo. I nemici degli Arcanici sono gli umani, governati da un matriarcato in cui un potere fondamentale è costituito dalle Cumaea, ordine di sacerdotesse che traggono i propri poteri dai nemici, dagli Arcanici.